Ned Lad - Uranio - Mario Ciardo


Fantartista e autore di testi e canzoni. Autore della oramai rara raccolta di poesie e canzoni "La strada per Nowandhere", pubblicata nel  1991 sotto lo pseudonimo di Ned Lad, che potete trovare alla Biblioteca Nazionale di Napoli, la sua città.

Di recente sono usciti due e-book dell'autore: il primo, una raccolta di poesie e canzoni dal titolo "L'immaginifico psycopoeta", il secondo, una raccolta di scritti in prosa dal titolo "Racconti e storie di corti e film" con lo pseudonimo di Eliòs Uràn, che è possibile acquistare su Omniabuk.com.

Alcuni successi dell'autore sono acquistabili in anteprima dal sito bandcamp.com all'indirizzo https://mariociardouranio.bandcamp.com/music e ascoltabili gratuitamente su soundcloud all'indirizzo http://soundcloud.com/mariociardouranio

Per contatti telefonate direttamente al 3664930693, inviate un messaggio all'indirizzo e-mail panuranio2015@hotmail.com, collegatevi su Facebook al profilo Mario Ciardo (https://www.facebook.com/mario.ciardo.3/) o sul canale ufficiale Youtube (https://www.youtube.com/user/TheMarioUranio). Potete anche seguirmi su instagram (panuranio2015) e twitter (panuranio).

 

Clicca sulla copertina o qui per ascoltare il brano


Dopo il successo della compilation Neapolis Sound vol. 1, contenente il brano "Svago" di Uranio (n. 12), è uscita di recente la nuova compilation New Generation Music con il brano "Toco de Claxe" di Mario Ciardo (n. 8), arrangiamento dell'amico Tony Cercola. Entrambe le compilation sono disponibili presso il Big Stone Studio, via San Biagio dei Librai 121 Napoli Tel. 08119804268 - 3338357422. La collaborazione con Tony Cercola continua felicemente con la hit dell'estate 2017 "Et voilà" che potete ascoltare anche su Bandcamp e SoundCloud

 

 

 

 


 

Corto
Messia Habib

per il racconto clicca qui

 

 

 


Ernesto Sparalesto


Ernesto Sparalesto - Backstage

 

COVERS


Se ci sarai

Il sole nasce su di me!!!!!
The passenger
Fresco e ganzo

No controll

NOVITA'

Et voilà
estate 2017

 


 

Corto
Uanaguerraia 2152


Svago
Versione dance tormentone


Svago
Versione elektro

 

Toco de claxe

 

 

 
Fare Fare ‘94
Sara la scimmia deviata (dedicata a Giovanni Paolo II nell’anno della famiglia ’94)
Jhonny vorrei lavorare con te (dedicata a John Casablancas fondatore della agenzia di moda Elite)
Abbasso P. M. (Philip Morris)
Magic Bambina (con il magico clavicembalo del genio napoletano Domenico Scarlatti)
Gegè (come fai)
Accendi il mio fuoco (omaggio a Jim)
Vibrando ganando (dedicata al grande amico Al Catalano)
Cristina
Pastori (testo di G. D’Annunzio)
Jo Jo Ferrari (dedicata a mio cugino Giuseppe Mazziotti di Celso, campione di go-kart)
My land
Mazarin
Biondina
Colori + pensieri
Perch’io no spero di tornar giammai (omaggio a Guido Cavalcanti)
Il cambiamento
Tuo solo tuo
Ben venga giugno
La dans du boss

 

Voi non avete il sonno
Viva
Dal cerchio a te (per OSHO)
Come back in W.P.
Spirito ribelle
Fantastikare
Tuo solo tuo (con Jose’ Pereira)
‘O core (con Jose’ Pereira)
Chi va dall’avvocato
I keep the time above all by night (con Sal)
Quando risorgo (live)
A Mari Sol (live)
Essenze (live)
Ma l’amore (contro l’abitudine) (live)
Cristina nel sogno (live)
Di (live)
Il faccendiere  (live)
Nonchalance
Dimensioni
Strange italian things
Tutto & niente (dedicata a tutti i ricercatori dello spirito)
Hey!
Mister No (live)
My land (live con i “Levrieri in Gabbia”)
Angelo in volo (di S. Piscitelli, Lad) (live con i “Levrieri in Gabbia”)
Treni del mondo (live con i “Levrieri in Gabbia”)
Light My Fire (Long Version) (omaggio a Jim)
Ernesto Sparalesto (radio version)
Ernesto Sparalesto (thrash version)
Il sogno del voyeur profondo
La dans du boss (versione completa col duo comico “La sega del Nord”)
I keep the time above all by night (con gli “Sturm und Drang”)
I believe they come with me 
FO-FO-FOrnicare
Magico sconquasso
Lost sensation
Faccio il tifo per Dio
Billi bello sballo il bullo
Libera e fantastica
Danza (Sturm und Drang)
Arret (Sturm und Drang)
Il vero cantautore
Danza (nuova versione)
I believe they come with me (nuova versione)
I keep the time above all by night (nuova versione)
Susanna la bestia
Rino vive
Vibrando Ganando (dal CD “Cover inedite e riarrangiate 2007”)
Primo luglio
Futuribile (la macchina T. B. tritabeni)
‘O core
Vitriol
Il sogno del voyeur profondo

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

MESSIA HABIB

La vera rivoluzione è l’amore

 

 

I

 

 

Nello spazio, un puntino di luce si avvicinava velocemente verso il Pianeta Terra. Tra i brusii sconvolti e meravigliati della gente per strada, un’immagine gigante dallo schermo su un grattacielo urlava lampeggiante. L’atmosfera era surreale e tangibilmente pregna di pericolo.

 

"L’asteroide killer, si avvicina sempre piu .... "

 

"allerta generale il Vendicatore è qui!"

 

Anche da alcuni orologi uscivano voci di cronisti che, in ogni lingua aggiornavano sulle novità:

 

"I governi di tutte le principali Nazioni del Pianeta hanno dato il via all’operazione salvezza Terra ..... “

 

Una luce da mattino sporco, nebbioso fuligginoso scandiva quei nostri momenti; un giornalista russo diceva: "il nostro caro e vecchio Pianeta potrebbe vivere le sue ultime ore .... le residue speranze di salvezza sono tutte legate alla capacità di intervento di un manipolo di scienziati ........ Che Dio ci assista!!!"

 

Era il 14 aprile 2030, da qualche parte ad occidente sulla Terra, nella sede centrale per l’emergenza del pianeta in una sorta di laboratorio, uno schermo satellitare lampeggiava l’avvicinarsi del puntinoluminoso giallo. Mediante un’apparecchiatura sofisticata, alcuni uomini, stavano effettuando un primo ingrandimento della luce che via via diventava visibile come un fagiolo. In seguito, l’oggetto navigante nello spazio veniva ingrandito fino a prendere la forma di una patata nera gibosamente quasi ellittica. ll tecnico satellitare Latimer, con la microcamera, terminò l’operazione di ingrandimento. Alle sue spalle altri scienziati seguivano le indicazioni della collega orientale Akiro che stava indicando lo schermo con la traiettoria della collisione razzo-asteroide.

 

Lo scienziato Pinus ,impegnato a scrutare lo spazio attraverso mezzi tecnologici di grande precisione (una microtelecamera sulla fronte a mo’ di minatore, collegata senza fili, aboliti ormai da piu di vent’anni, con una microconsolle), sbottò: "quel puntino luminoso che si avvicina, ora si puo vedere anche ad occhio nudo!" pallido, concitato e sommerso dalle luci strobo si tolse la microcamera dalla fronte e la appoggio sul libro di profezie. Sbirciava dalla enorme vetrata indicando il cielo agli atterriti colleghi. Alla sua sinistra, Akiro affermo:”il terribile impatto tra l’asteroide e la Terra è previsto tra meno di 48 ore!”

 

E ancora:

 

“l’orbita del pianeta intorno al sole verrebbe stravolta!!!”

 

Pinus guardò sul tavolo di fronte a sé a quel libro di profezie, così la interruppe:"come previsto da profezie secolari .... " Dal centro della stanza irruppe lo scienziato Marix, che si avvicinò a Pinus e Akiro dicendo: "Ahi noi! Quella patata assassina che distrugge la nostra civiltà! .... La Terra come una ciambella con un enorme buco in cui confluiscono tutti gli oceani .... i vulcani che scoppiano come una pentola a pressione .... "

 

Pinus lo interruppe:"è una prospettiva terrificante .... "

 

Akiro dopo aver ascoltato Marix e Pinus riprese:"i sopravvissuti vengono polverizzati all’istante dai raggi solari senza più schermi, poi il cielo viene oscurato dai pulviscoli atomici, gli stessi dei funghi di centinaia di bombe H. Il pianeta sprofonda nella neoglaciazione diventando invivibile come Venere o Mercurio”. Marix, preoccupatissimo concluse: "la morte immediata all’impatto, sarebbe senza dubbio la sorte migliore".

 

Gli scienziati, coi visi sconvolti, restarono così fermi vicino alla vetrata. Poi Latimer consegnò il dossier a Pinus. Questi lo sventagliò nervosamente dicendo: "teorie che si studiano da oltre trent’anni, sembrano concretizzarsi in questa tragedia ...la fine di tutto?!"

 

"sono giorni di caos, disordini e rivoluzioni dappertutto..." aggiunse Marix sconfortato dalle facce gialle dei colleghi. ln particolare Latimer ,bella bionda norvegese che gli era sempre piaciuta, ma che ora lasciava confondere i lunghi capelli gialli col viso sbiancato dove quasi mancava un confine. Lei, a cui lui non dispiaceva affatto ed era da sempre lusingata dalla sua ammirazione, ora non trovava che la forza di accennare un debolissimo sorriso tral triste ed il rassegnato, schermata dal quale, quasi bofonchiava amareggiata e stupita: ”perché questa bruttissima notizia è ben diversa dai soliti allarmismi quotidiani a cui ci hanno abituato i Media!?!"

 

E Marix: "l’umanita è attanagliata dalla paura."

 

Poi Akiro: "...si respira odore di Apocalisse..."

 

Così tutti si avvicinarono uno con l’altro stringendosi come per darsi coraggio come topi in una fogna allagata. Pinus, quasi piagnucolando (lui che solitamente aveva la voce ferma ed il piglio dello scienziato capo): "siamo l’ultima speranza di questa civiltà. "E Marix riprendendosi e cercando di dare un po’ di tono alla cupa compagnia: "ma noi almeno,r ispetto alla sofferenza impotente del resto del mondo, abbiamo l’ottimismo dell’azione!"

 

Akiro ritornò verso il monitor e con il telecomando fece comparire l’immagine del razzo atomico Esperance, poi esclamò: "Esperance! Ora è pronto sulla rampa per il countdown. Abbiamo carta bianca dalle maggiori autorità mondiali; si aspetta solo il nostro via ....”

 

Latimer tirò il fiato, poi deglutì e finalmente riusci a proferir parola: "la sensazione è quella di sentirsi il nuovo Direttorio con questa enorme responsabilita,ma" ...al suo filosofeggiare, tagliò corto Pinus, ripresosi leggermente: "con Esperance teleguidato dai computers, abbiamo solo un 60% di possibilità di centrare l’asteroide nel punto in cui si troverà tra qualche ora ed è un margine di rischio troppo alto...si ripresenta più che mai la necessità di un volontario che piloti il razzo. Purtroppo, un uomo votato a morte sicura ". E qui si rabbuiò di nuovo. La situazione sembrava senza uscita visto che tutti loro erano consapevoli del fatto che referendum e campagne sociali indette dai governi alla ricerca del volontario tra malati terminali e condannati a lunghe pene detentive non avevano avuto esito per opposizione popolare, di teologi e Media e si procedeva su terreno minato. Marix, sul volto del quale ora quasi rimarcava un’espressione sofferta ed ammirata non si trattenne dall’esclamare: ”il sacrificio finale che si aggiunge a quello dei tanti tecnici che hanno dato la vita al progetto Esperance...“

 

La realistica Akiro aggiunse:"trovare un volontario suicida in pochissimo tempo?!" col tono di chi ha perso una scommessa. Tutti si morsero le mani curvi, dubbiosi e tormentati, ci furono attimi di silenzio, le facce come cera, gli sguardi atterriti che non osarono scrutare il cielo.

 

All’improvviso Marix provò a guardare in alto poi scosse la testa e battè vinto le mani con uno sguardo sconfortato. Poi, ironico quasi cinico e spaventato, rassegnato e stupito lui stesso di ciò che stava per dire, diramò la storica,tragica frase. "non resterà che tirare a sorte tra di noi!!!!!”

 

Nella contemporanea, livida mattina di strada, Habib Moammoud, faccia da bravo ragazzo, giovanissimo studente marocchino, correva per una via del centro. Superava un gruppetto più o meno sfocato di gente eterogenea la cui attenzione era fissa verso il cielo, una popolazione inerme e atterrita. Di continuo si creavano dal niente risse, resse e tafferugli. Due poliziotti della Po-Pol, polizia popolare delle maggiori metropoli, dalle divise azzurrognole e con vistose conchiglie arancio a protezione dei gioielli—genitali, dotati di alabardine-laser e caschi rossi simili ai motociclisti dei primi anni 2000, cercavano di mantenere l’ordine pubblico. Si sentiva, squillante, la voce di un Savonarola che, dalla sinistra della strada, incitava al pentimento dell’anima.

 

La strada dall’asfalto plasticato, grigio-azzurognolo, era comunque un arteria secondaria o terziaria. ln quel momento vi era una sola supercar Orgonis, color oro, molto lucente, sebbene un modello del 2018 ca. parcheggiata ad un incrocio. Spiccavano i suoi antichi alettoni sugli sportelli che coprivano le invisibili ruote a scomparsa a quattro raggi Apollinis. Nel cielo a duemila metri circa, ronzava un aereo streptodattilo, un tipico shuttle intercontinentale, una nave—cielo da circa diecimila passeggeri col suo tipico doppio becco a rostro bonario e minaccioso al contempo. Sul retro aveva anche un enorme polena raffigurante una statua di Atena. Volava in direzione contraria alla luce dell’asteroide-fagiolo; per il resto v’erano in cielo solo in quel momento 4-5 Helikopters—bus col loro familiare rassicurante scoppiettio a mitraglietta.

 

Il Savonarola tuonò: "liberatevi di tutto!!! lnginocchiatevi e pregate! pregate! salvate le vostre anime .... " ma quando trafelato Habib si avvicinava al gruppetto di adepti piu prossimo, nella sua mente vedeva una scena di vecchi film visti nell’infanzia, gli si sovrapponeva di continuo un urlante Savonarola dell’anno 1000 che con ghigno draculesco affermava: ”la morte é vicina. ll momento della redenzione é imminente, la fine dei tempi e...qui ed ora!” Donnette in saio si stracciavano i capelli e le vesti. Sulla destra dall’altra parte della strada, l’edonista estremo, efebico e corpulento, incitava al godi qui ed ora. Era affiancato da un magnifico mangiafuoco in azione che con le fiamme che eruttava a mo’ di vulcano gli illuminava il volto. Aveva parole suadenti per tutti: ”fratelli!!!abbiamo sempre consumato e goduto piu che mai... facciamolo fino all’ultimo istante, avviciniamoci col piacere alle porte degl’ inferi!

 

Il predicatore edonista, mentre incitava alla goduria tra le lingue gialle di fuoco, sgranocchiava patatine di plastica estratte da un enorme bustone rosso. All’improvviso stracciò il bustone, bloccò un seguace e lo attirò dietro di sé mimando una scena omosex. Habib non lasciandosi ipnotizzare dai due, continuò la sua studiata corsa.

 

E sempre correndo si diresse verse il tribunale. Tra le mani stringeva una classica valigetta 24 ore (o un altre oggetto), portava scarpe da tennis, una fascia azzurra gli avvolgeva la fronte e indossava un impermeabile che nascondeva una cartucciera piena di esplosive di ogni genere. Durante la sua corsa, ansimando, Habib sentì sirene e motori di elicotteri che immaginò lo stessero seguendo. Ogni tanto gettava le sguardo in ogni direzione per paura di essere individuato dalla polizia. Ad un tratto nella corsa, egli chiese perdono alla madre e vide la di lei immagine stagliarsi nel cielo, radiosa.

 

Cielo nebbioso e con nuvole velocizzate eppur limpide della tarda mattinata, smaterializzarono a sipario il volto dell’amata genitrice. Una volta scomparsa questa cara immagine, il giovane tornò a guardarsi attorno e rialzando di nuovo gli occhi al cielo vide il terrorizzante "fagiolo" apparire in centroluce; rivoltandosi dal lato opposto poi rivide l’aereo streptodattilo.

 

Gli accadde, flashback della sera prima, di rivedersi in una casa tugurio, la sua, periferica, spettatore alla TV stupefatto nel guardare al telegiornale l’asteroide avvicinarsi, ingrandirsi veloce e minaccioso. Quello che tutti avean nomato il Vendicatore, non senza implicito masochismo. E via via le immagini mostravano un fagiolo che ingrandito, alcune ore dope si sarebbe trasformato in una patata non rotonda e grigio-nera. Si rivide pregare in ginocchio su di una piantina catastale raffigurante la planimetria di un edificio. E sopra vi era scritto TRIBUNALE.

 

Poi dopo il flash, sempre correndo, un Habib trafelato, realizzò in pochi attimi in se stesso il panico generale di quei giorni convulsi, come la paura personale dell’azione del momento. Nella sua espressione una crisi mistica in corsa.

 

Pochi minuti dopo, sempre in quella mattinata che sembrava fosse la penultima di quella civiltà, gli apparve finalmente tra le nebbie il palazzo. Scorse subite due porte d’ascensore l’una di fianco all’altra; delle scritte con frecce indicavano a sinistra verso il basso il tribunale e a destra verso l’alto l’ASAN (laboratorio). I due ascensori arrivarono insieme e le porte si schiusero come fiori a primavera. Così, di istinto, quasi spinto da forza misteriosa, prese quello che saliva all’ASAN. Habib fu apparentemente attratto dall’immagine della madre, che, nuovamente, gli era apparsa. Entrò nell’ascensore sbagliato. Ora, una volta entrato, la madre gli appoggiava una mano sulla spalla ed egli poté sentirne il suo calore indicativo. Poi, uscito dall’ascensore, ll ragazzo realizzò che la madre era sparita. Alla fine del corridoio che si apriva di fronte all’ascensore, spalancò la porta di quello che si rivelò essere il laboratorio e si presentò sull’uscio davanti agli increduli e sbigottiti scienziati. Habib aprì a ventaglio, tipo erotomane, l’impermeabile e mostrò tutta la santabarbara. Lucevano vari tipi di esplosivo argentei su una T-shirt nera sulla quale v’era stampato un elmetto con la scritta STOP THE WAR ed il simbolo della pace. Le facce di tutti i presenti alla scena erano ora assorbite dal reciproco esaminarsi, il ragazzo gettò lo sguardo fuori dalla vetrata e anche gli scienziati guardarono fuori, per poi di nuovo guardare il ragazzo come timidi impauriti gattini. Infine ci furono tanti sguardi buoni rassegnati nella stanza.


II

 

Ormai Habib era un illuminato messia, realizzato così in quei pochi attimi dalla corsa all’uscio, e sorrise compassionevole agli altri, prima rassegnati e ora complici di questa sua illuminazione. Così il ragazzo parlò: "questo luogo mi trasmette coraggio, apre la porta della mia coscienza per allontanare odio e terrore. Sento che l’amore per la vita trascina la mia anima verso il bene".

 

All’improvviso Habib, aiutato da una Latimer in stato di grazia, depose la santabarbara in un posto sicuro, si gettò e si prostrò ai piedi degli scienziati implorando perdono. Questi si schermirono e piansero abbracciandosi. Rassicurati, poi, rincuorarono il giovane. Habib, tutto estasiato, si confessò: "ero un ragazzo di campagna senza cultura, peregrinai a lungo cercando verità... ma tutte le porte si chiudevano, non otteneva né risposte veritiere ai miei perché, né un lavoro onesto che mi aiutasse a sostenere la mia famiglia che aveva già fatto tanto per me. Poi conobbi cattivi maestri che deviarono la mia miseria fisica e morale verse un odio inutile e senza fondo rivolto contro una civiltà che, come la mia, contribui grandemente al progresso ed al benessere del mondo... mi trasformarono in quell’automa che ero fino alla mia realizzazione di qualche istante fa... quando la Verità improvvisa mi si è rivelata... sto vivendo un oceano d’amore anche nella vostra immensa compassione che condividiamo... piove amore su di noi! Sta accadendo... sono un altro uomo, provo infinita gratitudine per voi... per questo nostro pianeta, per la mia corsa... e quanto Amore c’e anche nel lavoro che state svolgendo"l

 

Tutti lo adorarono e poi, pian piano, rientrarono nel contingente del momento. Pinus, con aria timida e modesta, ricordò: "vorremmo salvare il nostro pianeta, ma siamo disperati perché urge un pilota destinato ad immolarsi e che forse sorteggeremo tra uno di noi scienziati! "Non potè evitare che gli sopraggiungesse un’espressione disperatissima. Il silenzio dominò per pochi secondi; chi li avesse visti dall’alto avrebbe visto una combriccola allibita, costernata, impotente (come tutta l’umanità là fuori, probabilmente).Pei Habib li folgorò:”nessuno di voi fratelli si sacrifichi.... eccomi! Sono io l’Uomo, il momento è giunto nella luce della Verità, della Conoscenza e della Salvezza universale..."

 

Ammiratissimi e un po’ vergognosi,piangendo gioia incredula,gli altri lo rimirarono, con lo sguardo tacito accettarono la candidatura, intrasentendo la determinazione del ragazzo. Rividero ciò che avevano sentito e visto alcune vite prima alla comparsa magica dell’ECCE HOMO (erano stati Apostoli di Gesù).

 

Il mezzodì avvolse il ragazzo, gli occhi ammirati e innamorati di loro, pupille che si dilatavano. In quell’Amore, in quelle pupille, il giovane magrebino si vide piccolino con l’adorata famiglia in campagna: ondate di energia pura!

 

Dalle schermo di una famigliola araba, forse pochi isolati più in là, il giorno dopo rifulsero quelle immagini della grande notte precedente. Un padre, una madre e tre figli brindavano sull’esplosione di Esperance, il magico razzo che, pilotato da Habib, era pochi minuti prima esploso sull’asteroide, distruggendolo e salvando così il pianeta; il tutto poi si mixava con spettacolari fuochi d’artificio in tutte le città della Terra... bing bung bang W W W W W W W W Habib! (l’eroe).

 

Anche nelle grandi redazioni giornalistiche televisive scorrevane fiumi di brindisi e tutte le strade del mondo erano come un immenso carnevale dove tutti si abbracciavano felici.

 

Gli scienziati, nel laboratorio davanti alle schermo, inginocchiati, piansero gioia vera di ringraziamento.

 

Il cronista del TG urlava: (singhiozzando, cercando disperatamente di tenere un contegno che ricordasse una certa prefessionalità, per poi chiaramente farsi travolgere dall’entusiasmo dello scampato pericolo e diventare come quel cronista tifoso di calcio che urlò, nel lontano 2022 in terra di Quatar, rivolto ai pentacampeones azzurri dell’Italia, il cui capitano stringeva tra le mani la magica coppa: CAMPlONl DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! Riuscendo a farne la telecronaca completa).

 

"La Terra è salva !!!!! Grazie all’immane sacrificio di Habib Moammoud, ragazzo studente modello, di buona famiglia del Marocco, di fede lslamica, che si è immolato volontario, pochi minuti fa pilotando il razzo atomico Esperance e centrando perfettamente l’obiettivo, ha reso possibile la deviazione dell’orbita del Vendicatore, o di ciò che ne è rimasto dopo l’esplosione nucleare, allontanando nello spazio quest’incubo per sempre".

 

Famiglie di ogni razza e religione si abbracciavano per le vie, tra urla di giubilo.

 

Nella primavera 2042, in una metropoli del mondo, in una scuola durante una lezione di storia, una maestra di fronte ad allievi di tutte le razze ed età, indica lo schermo dove si rivede l’esplosione di Esperance sull’asteroide: lo scampato pericolo del 2030.

 

"ragazzi miei,vi racconto dell’ anno dopo, il 2031 ,quando per unanime riconoscenza delle popolazioni di tutto il mondo, i fratelli ed i cugini di Habib il Grande, il ragazzo mito, l’eroe che ha salvato la Terra, vennero eletti capi di stato delle pricipali nazioni del pianeta mediante libere e spontanee elezioni indette dall’ONU. Seguirono tempi di trionfo e diffusione nel mondo della religione islamica che oggi è abbracciata quasi universalmente. Seguita dalla moda e dalla cultura attuale, tutto un revival del mito orientale; sono scaturiti anni fantastici in cui si è realizzata una semplificazione e umanizzazione dell’economia. Oggi si può dire sia scoppiata la pace duratura, viviamo finalmente una nuova Età dell’Oro, in tutti i campi, scienza inclusa naturalmente. E siamo molto fortunati a viverla cosi cari allievi!"

 

Sullo schermo una sequenza di diapositive di alcuni giovani arabi-capo di stato felici che si stringono la mano, folle multirazziali inneggianti con cartelli con la foto dell’eroe, appaiono ad ogni ripresa. lmmagini di repertorio. Uno stilista che si atteggia ad arabo insieme alle sue modelle internazionali, tutte vestite da odalisca, concedono interviste; una coppia di ragazzi che si affacciano dal finestrino di una macchina fanno il segno della vittoria; brillano la moschee e i minareti al sole del mezzo secolo. Ci vanno tutti. Un’umanita nuova che ha trasceso. Una nuova umanita atlantidea.

 

“Siamo orgogliosi di aver compiuto ormai la rivoluzione interiore che ci ha allontanati dalle competizioni e dalla conseguente avidità dei consumi. Siamo tornati al sano baratto dei prodotti. Non usiamo più da tempo il denaro. Finalmente si attua oggi la piu grande regola umana-religiosa: "fa all’altro ciò che vuoi facciano a te". Continua la professoressa, che poi si rivolge ad un allievo di razza caucasica: "allora, Habib! Vuoi ripeterci i principali avvenimenti dal 2030 ad oggi?"

 

"certo,professoressa Edix,con piacerel "

 

Un pittore dipinge un quadro floreale alla maniera di Buster Keaton con passerotti svolazzanti e cinguettanti, con edere che si allungano. E’ un quadro in progressione. Una vocetta registrata di un omino suadente, tipo favola di bimbi dice "la Natura, tutto il Pianeta e tutto l’Universo, splendono ora piu rigogliosi che mai. Si vive una RESTAURAZIONE ECOLOGICA NECESSARIA".

 

La voce si trasforma in quella di una donnina soave: "tutte le creature ringraziano l’uomo per questa fantastica svolta nel segno dell’essenziale". Parte una musichetta che via via ad ascoltarla... ascoltarla... ascoltarla... ”Il mondoooooooooooooo .... non si è fermatoooooooooooo mai un momentooooooooooooo (che al lettore del secolo scorso ricorderà qualcosa), poi dal piatto e dalle casse la canzone: "se il mondo cambia” di Massimo Curzio.

 

Questo racconto è dedicato a: OSHO l’illuminato, maestro di vita.

 

SCIENZIATI, POLITICI, UMANITA’ TUTTA! LA MINACCIA CHE ARRIVA DALLO SPAZIO DELL’ASTEROIDE APOPHIS, E’ PURTROPPO VERAMENTE REALE. LA PASQUA DEL 2036, IL 13 APRILE NON E’ POI COSI LONTANA... AIUTIAMOCI NOI, CHE L’IMMENSO DIO CI AIUTA!!

 

Ringrazio per la gentile collaborazione mio nipote STEFANO CIARDO e DAVIDE GUIDA.

 

Con immenso

Amore e speranza!

 

Mario Ciardo